La nuova vita degli impianti da sci dopo la “pensione”: a Cortina d’Ampezzo il futuro della cabina Freccia nel cielo va all’asta

MILANO – Il tempo del ritiro è uno dei più delicati. Non solo per gli atleti, ma anche per gli impianti. Funivie, ovovie, seggiovie, cestovie e bidonvie accompagnano la carriera di sciatori e atleti, ma, anche per loro, viene il momento di cambiare vita.

Ci sono leggi e norme che lo stabiliscono nel nome della sicurezza; ci sono anche mode e progresso che lo impongono seguendo il trend. Perché la tecnologia è sempre in corsa per fornire alle località turistiche strutture più moderne, ecologiche ed al passo coi tempi. Il bello, però, è che molti impianti, carichi di storia, vite vissute e curve sciate, non vanno oggi in pensione, ma trovano una seconda manche di carriera.

Sono molti gli esempi di strutture old fashion che sono state musealizzate o che sono divenute parte dell’arredo urbano dei paesi di montagna dove hanno servito, per decenni, come taxi per i monti e l’alta quota. Le cabine della vecchia funivia di La Palud – Pavillon – Helbronner -, oggi sostituite dall’avveniristica Skyway, campeggiano nel centro di Courmayeur. Sulle dolomiti ci sono piazze e rotonde dove vecchi impianti permettono di scattare selfie e foto curiose. Alcune seggiovie storiche, come la monoposto Orscellera dei piani di Bobbio nel lecchese – una delle più longeve dell’arco alpino -, sono state vendute a prezzi simbolici e oggi campeggiano nelle vetrine di negozi alla moda o anche nei giardini di qualche super aficionado degli sport invernali.In altri casi, intere e corpose funivie sono divenute locali ed après ski on site, una rivisitazione dei food truck urbani.

Perché no? In fondo si tratta di archeologia industriale d’alta quota che permette di conservare la memoria e la timeline dell’evoluzione storica di questo delicato tipo di tecnologia.

 

  

 

Ed è così che presto anche la funivia Freccia nel cielo, quella che da Cortina saliva a Col Druscié e verso le Tofane, avrà una nuova storia da raccontare. Costruita nel 1969, dopo 50 anni, ha chiuso i battenti con l’ultima corsa celebrativa lo scorso 6 aprile. Baci, lacrime ed abbracci ed un arrivederci. La cabina, infatti, con i suoi ampi spazi di 5,40 x 2,78 x 2,81 m e il suo fascino di plexiglass e lamiera colorata, sarà battuta all’asta a fine ottobre con una base di partenza di 8.5 mila euro.

 

Intanto fervono i lavori per il nuovo impianto – un’ovovia più moderna e capiente – che sarà una delle big news dei Mondiali di sci Alpino del 2021 e verrà inaugurata già in questa stagione, in tempo per le finali di coppa del Mondo di sci Alpino del marzo 2020, vero test event dell’evento iridato per la conca ampezzana. Per quella data la “vecchia signora” delle Dolomiti avrà intrapreso il suo nuovo percorso di vita perché la storia continua, sul filo e sulla fune delle emozioni.

Lucia Galli

Nessun commento finora.

Leave a Reply

Puoi usare questi tags <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Top