Le due facce dell’Alta Badia: neve e tecnologia d’inverno, inclusione e varietà d’estate

MILANO – Winter and summer: due facce della stessa montagna. L’inverno si è affacciato sulle piste, ma in montagna il segreto è pensare “a quattro stagioni”. Così, mentre cade la neve e si programma la stagione dello sci, nell’organizzazione di una località turistica si anticipano le istanze del futuro. Funziona un po’ come in un atelier della moda: d’inverno presenti la collezione primavera – estate; poi, con la bella stagione, lanci già le tendenze del prossimo autunno-inverno.

Ha lavorato così Andy Varallo: dall’Alta Badia porta avanti una visione che si è tramandata di generazioni. Già vicepresidente del Consorzio Dss – Dolomiti Superski e alla guida Consorzio Skicarosello di Corvara, Varallo arriva dopo l’epopea di nonno Erich Kostner, pioniere del turismo invernale e tra i fondatori del Dss e di papà Marcello, campione di sci ed imprenditore che ha guidato, fra l’altro, la tappa badiota di Coppa del mondo per 30 anni, ruolo in cui Andy è subentrato lo scorso anno. Ogni dicembre sulla Gran Risa, uno dei giganti più temuti del circuito, arriva il Gotha del Circo Bianco.

Quest’anno tornerà anche la sfida del gigante parallelo, codificata proprio secondo il modello “Alta Badia” dalla Federsci internazionale. Una bella responsabilità che però si moltiplica pensando non solo ai campioni, ma a tutti gli sciatori di un’intera stagione. “D’inverno la nostra attività è “monosportiva”, spiega Varallo, “I turisti usano gli impianti per sciare – tavola o sci -: le piste sono il core business della collezione”. In valle sono sempre perfette, la storia lo insegna, proprio perché lavoro e ricerca non si fermano mai. Uno degli obiettivi del futuro, per esempio, si chiama “capacità 48 ore”.
Sembra una formula difficile, invece è un concetto semplice. “Oggi per l’innevamento programmato occorrono – con condizioni di temperatura, vento ed umidità ottimali – 60 ore per preparare una pista da sci”, spiega Varallo. Abbassare il tempo “pro pista” a 48 ore significa non solo, essere più veloci, ma anche più efficienti. Nessuno spreco né di acqua né di neve prodotta e poi non “spalmata” sulle piste: l’Alta Badia lavora sulla messa a punto di un sistema che permette di ottimizzare l’innevamento graduale delle piste, partendo da quelle di collegamento, considerate di “prima necessità”. Fare bene e fare presto è l’obiettivo della “maison”.

L’altro pezzo forte della collezione invernale ha come obiettivo un ulteriore margine di sicurezza che gli impiantisti perseguono con un allargamento, dove possibile, dei margini di alcune piste: “È come in albergo – fa un paragone chiaro Varallo – : un tempo non si badava alle metrature della stanza”. Venti metri quadrati? Ok, prenotiamo! Oggi, invece, il cliente è più esigente e studia anche questi parametri prima di scegliere: “Maggiore ampiezza equivale a sicurezza: dobbiamo considerare non solo il numero di sciatori in pista, ma anche il fatto che gli sci moderni permettono più rapidamente di raggiungere un livello ed una velocità di sciata media più alta di un tempo”. Et voilà, invece di una camera standard, ecco che in pista arriva la suite.

Se d’inverno, quindi, il grosso lavoro di previsione e programmazione verte sulla tecnologia e su dettagli che “raffinano” un’offerta già consolidata, l’estate è tutta un’altra stagione. E Varallo ha messo in campo, in questi anni, una vera rivoluzione copernicana. Studiando i flussi e i dati delle presenze l’intero Consorzio ha compreso che mentre d’inverno il 99% dei visitatori utilizzava gli impianti”, d’estate solo il 15-25% se ne serviva. Varallo ha studiato economia e si vede: “È come se noi vendessimo la montagna…senza i monti. Come scegliere di andare al mare, senza considerare il tipo di spiaggia o di impianti balneari”.

Varallo con il suo team ha colmato questo scollamento, portando ad un utilizzo degli impianti in estate che arriva oggi al 45%, grazie ad un’offerta varia e speculare del collaudato ticket Dolomiti Supersummer. La sua summer edition “Incontra le esigenze di una stagione per antonomasia multisportiva dove il cliente pratica hiking, ma anche parapendio, bicicletta”. Ogni valle ha “studiato e creato il suo prodotto” che in Alta Badia si è colorato, per esempio di green, con il progetto dei parchi Movimënt che declinano la bellezza di questi altipiani secondo canoni di inclusione ed accessibilità. I risultati si vedono: la stagione estiva si è “allungata” da 86 a 106 giorni ed il mercato si è aperto, un po’ come d’inverno, ad una platea sempre più internazionale con un 25% di ospiti internazionali che si affiancano al segmento forte, costituito dal mercato italiano al 50% e da clienti di lingua tedesca per il 25%.

A cura di Lucia Galli

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