La lezione di Valeria Ghezzi, presidente ANEF, al Master Energy Management e sostenibilità” della 24Ore Business School

Valeria Ghezzi, presidente di ANEF, ha tenuto lo scorso 21 giugno una lezione presso il Master “Energy management e sostenibilità” della 24ORE Business School.

E’ stata l’occasione per far conoscere agli studenti quello che c’è dietro un impianto di risalita, dai costi di realizzazione fino al valore sociale ed economico per le comunità montane.

Colonne portanti dell’industria dello sci, che letteralmente sostiene la montagna e tutta la sua filiera, i 1700 impianti di risalita presenti sul territorio italiano sono il cuore pulsante di un settore che impiega 15.000 dipendenti e operano una funzione di valorizzazione delle “Terre alte”, rendendo fruibile la montagna da tutti, accorciando le distanze e permettendo di un comparto economico vitale.

Si tratta di un settore capital intensive, con grandi investimenti necessari per la realizzazione e per la manutenzione, e che necessita di capacità imprenditoriali e organizzative avanzate. Oltre al valore economico, gli impianti di risalita e la filiera di cui fanno parte, costituiscono un presidio territoriale e hanno per le comunità di riferimento un valore sociale oltre economico. Garantiscono infatti l’occupazione, sono un laboratorio di innovazione e costituiscono il fulcro attorno a cui girano varie attività economiche e lavorative (alberghi, ristoranti, rifugi, negozi, noleggi)

Essenziale in tutto questo è l’integrazione degli impianti di risalta nell’ambiente e la sua salvaguardia. Gli esercenti e gli operatori del settore sono ben consci del fatto che la montagna stessa e la sua tutela siano il primo asset per chi lavora nelle “Terre alte”. Allo stesso tempo la montagna vive non se viene abbandonata ma se viene gestita virtuosamente. Per questo in nuovi impianti di risalita sono sottoposti a Valutazione di Impatto Ambientale e per questo il settore è un vero e proprio laboratorio di ricerca tecnologica finalizzato alla minimizzazione dell’impatto sull’ambiente e alla massimizzazione della valorizzazione dei territori montani.

Partendo dal fatto che gli impianti utilizzano energia idroelettrica, quindi rinnovabile, tante sono le innovazioni che hanno permesso e permettono di aumentare in modo significativo l’efficienza. Pensiamo agli azionamenti di ultima generazione che diminuiscono i consumi elettrici e l’utilizzo di lubrificanti, ai gatti ibridi di recente introduzione o alla possibilità che si ha oggi di sapere in tempo reale lo spessore del manto nevoso (e quindi di produrre neve sono nella misura che è necessaria) o ancora alla sempre migliorate efficienza dei sistemi di innevamento, capaci di produrre di più a parità di risorse.

Sempre di più gli impianti di risalita sono pensati non solo nell’ottica di portare in quota gli sciatori ma per essere utilizzati anche in primavera e in autunno oltre che chiaramente in estate, nell’ottica di destagionalizzare sempre di più l’offerta turistica e valorizzare così ulteriormente la montagna che può “vivere”, accogliere e dare lavoro per un numero maggiore di mesi nel corso dell’anno.

Francesco Lovati

Ufficio stampa DOC-COM

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